Allestimenti per Musei e soluzioni per la stimolazione sensoriale

Gli ultimi anni hanno registrato un incredibile sviluppo degli eventi d’incentivazione culturale. Tale crescita è sicuramente merito di un nuovo modo di lasciar comunicare l’arte, che tradotto in termini semplici vuol dire che parte di quel successo è senz’altro attribuibile alle nuove strategie di marketing adottate dalle strutture museali.

Se l’affluenza al museo è raddoppiata è infatti grazie all’organizzazione museale, che ha recentemente spostato il focus dalla sola conservazione per rendere il pubblico parte dell’opera stessa.

Chi oggi sceglie di far visita ad un sito culturale sa di poter prendere parte a mostre interattive, di poter usare lo smartphone per ascoltare un podcast o di riuscire a divertirsi con schermi touch e installazioni luminose.

Perché questo cambiamento? Possiamo davvero ridurlo al mero tentativo di ‘svecchiare’ un’istituzione considerata il più delle volte boriosa e primordiale?

In realtà, dietro questa radicale rivoluzione artistica si celano intenti ben precisi e soprattutto brillanti.

In un altro articolo abbiamo parlato di neuromarketing, ossia della disciplina che studia la relazione tra cervello e gli stimoli proposti dalle tecniche di vendita.

Le ricerche relative a questo campo possono oggi confermare quanto gli elementi sensoriali influiscano sulla volontà e sul giudizio del fruitore medio.

Ecco perché, se lavori per la promozione di un’istituzione museale, faresti bene ad integrare questi elementi nel tuo allestimento.

Nell’articolo di oggi ti spieghiamo come.

Stimolazione sensoriale: come servirsene al museo

Per capire l’importanza della stimolazione sensoriale, bisogna partire dal presupposto che quella offerta da un museo è un’esperienza. Per qualsiasi altro evento, avremmo infatti parlato di vendita di bene o servizi. Nel caso di un sito culturale, però, ad essere venduto è un tipo d’intrattenimento esperienziale.

Il ruolo di un museo è senz’altro quello di conservare e salvaguardare le antiche testimonianze del passato o le opere d’arte tanto belle da dover essere custodite. Chi si reca ad una mostra lo fa per poter godere della bellezza: che sia storica o artistica, poco importa. Ciò che conta è che l’esperienza promessa sia all’altezza di ogni aspettativa. Affinché sia realmente così, il fruitore deve quindi potersi calare in un’atmosfera totalizzante. Vediamo insieme come.

Utilizzo dei podcast

Poter connettere il proprio smartphone ad un’opera o ad un’installazione per ascoltarne la storia, accorcia le distanze tra l’arte e il visitatore che ne vuole fruire. Lo smartphone è infatti oggi un oggetto che popola la quotidianità e utilizzarlo per un fine tanto nobile, come quello di poter godere di un’opera, rende il museo un posto familiare e accessibile.

Video mappe

Le immagini rappresentano da sempre un importante mezzo di trasmissione dei messaggi culturali. Nel sistema informativo di un museo, le immagini se ben strutturate riescono ad incrementare le capacità di comunicazione. Solo lo sguardo però non basta. Bisogna anche studiare altri spazi percettivi.

Device touch screen

In alcuni musei vengono installati device touch screen, chiamato anche “schermo sensibile al tocco” o “schermo tattile”. Si tratta di dispositivi elettronici che permettono agli utenti di interagire con un’interfaccia grafica per ricevere determinate informazioni.